domenica 15 ottobre 2017

Oggi tagliatelle col sugo di involtini

Il condimento principe delle tagliatelle sarebbe il ragù "alla bolognese" (e mia moglie devo dire che lo fa buonissimo). Ma così, tanto per cambiare, ho fatto gli involtini di manzo (che costituiscono un secondo) con il cui sugo si condisce il primo di pasta.
Immagino che quelli che vivono a sud, conoscano bene la ricetta che è di origine pugliese.
Ho preso delle fettine di manzo (10 considerando due involtini a testa), passate al batticarne, dopo di che ho messo prezzemolo, aglio, formaggio grana e pecorino a pezzettini, un pizzico di sale, un cincinin di pepe, una fogliolina di salvia. Ho arrotolato ogni fettina su sè stessa e l'ho fermata con uno stuzzicadenti.
Le ho poi messe a rosolare in una pentola a pressione con cipolla e uno spruzzo di vino. Una volta rosolate ho aggiunto abbondante salsa di pomodoro. Chiuso il coperchio, sono rimaste a fuoco molto basso per un'ora e mezza buona.

Così li faceva mia madre che era di Brindisi e sono andato a memoria per rifarli. E' andata bene e mia figlia se li porta domani anche al lavoro per mangiarli durante la pausa pranzo.


Giovanni Palombo alla chiesa Valdese


Torna nella bella location della chiesa Valdese di Roma Giovanni Palombo ( di cui vi proposi un resoconto e poi l'intervista ) stavolta con l'ausilio di un percussionista . Giovanni ama le collaborazioni , e dopo altre chitarre e i fiati  , sarei curioso di sentirlo anche stavolta . Purtroppo venerdì 20 non potrò esserci perchè ho un impegno preso da tempo , ma se qualcuno potesse non se lo lasci sfuggire , anche per l'ottima acustica naturale del luogo.
Come da locandina , venerdì prossimo musica etnica con i musicanti del piccolo borgo .

sabato 14 ottobre 2017

Senza ritegno, ma io mi devo pur trattenere!

Sigma procede spedita e (a quanto pare) indisturbata con la sistematica clonazione del catalogo Gibson.
Visto l'andazzo sospettavo che prima o poi avrebbero clonato pure la LG2, ma non così presto! E a questo punto... devo concentrarmi su quel brutto battipenna sbagliato!

Una bambola gonfiabile? Però, tutto sommato...

Visto il prezzo irrisorio ne ho ordinati due, insieme a due igrometri da posizionare all'interno della martin e della moretta. Quello che mi preoccupa è...
"la bambola" (gonfiabile?)
"lo stand per mostrarla" (ma potrei esporre anche il mio orso di peluche con cui vado di solito a nanna)
"il design regolabile per poterlo mettere sotto il braccio o attorno alla vita"

a questo punto sono anche curioso, va mo là.

p.s.: ma che ne è stato del post di Claudio Bertasso????

giovedì 12 ottobre 2017

Quasi tre mesi di elixir...

...e nonostante l'uso intensivo sembrano montate la scorsa settimana . Non ieri , con il solito suono troppo squillante , ma dopo 6/7 giorni , il tutto si assesta e la chitarra suona come vuoi tu . Solo che con le corde normali l'effetto dura , se l'uso è intensivo , quando sei fortunato un mese . Qui ho cambiato le corde a inizio luglio , ho suonato a casa , sono partito per le vacanze con dietro la sigma 000-28 VS dove l'hanno suonata tutti : mio figlio e il mio amico che strummano alla grande , un paio di amici sardi e infine un chitarrista semiprofessionista del luogo , che peraltro si è innamorato della sigma . Quindi sudori misti , resti di maialino sotto le dita , l'aria di mare , la sabbia . E poi il viaggio nel portabagagli , i cambi di umidità , e ancora suonate a casa e così via . Insomma tre mesi pieni . E passando le dita sotto ai cantini non c'è la minima traccia di resti sgraditi , quell'effetto seghetto che di solito mi compare con le fosforo-bronzo non coated. Ho usato le martin e altre marche sempre a lunga durata , ma le elixir non le batte nessuno . Ed ho un Ph che ammazza  le amebe e i parameci !!!!
Nota dolente , la registrazione. Ho usato il rode ( dopo averlo posizionato in cento modi ) nella scheda audio e poi il tutto in windows movie maker , perchè non so/posso allineare traccia sonora e video . In cuffia durante il rec sembrava un suono sontuoso , poi già nell'anteprima video l'entusiasmo è scemato ( mi son detto : per forza , son scemo ). Quando ho caricato sul tubo , le cose non sono , naturalmente, migliorate , anzi . Ma magari sono pips mie , fatemi sapere voi se devo tornare al vecchio e caro zoom. Certo , potevo mettere solo il file audio e tutto era risolto , ma la sigma si è montata la testa dopo i tanti apprezzamenti , e voleva apparire . Come non accontentarla ?
Il primo brano è Bermuda triangle exit , di Grossman , fatto sui miei ricordi quindi approssimativo. Poi una serie di accordi in libertà.
Elixir nanoweb light 0.12-0.53 phosphor-bronze



giovedì 5 ottobre 2017

Cremona AGV 2017 (Terza e ultima parte)

I liutai
Paradossalmente, alla fiera di Cremona, patria della liuteria, la presenza dei liutai specializzati in chitarre è molto ridotta: dei liutai italiani con cui eravamo diventati amici a Sarzana non c'è neanche l'ombra, solo un liutaio che produce chitarre classiche e antiche, mentre ci sono i fratelli Chatelier (che però hanno portato un numero minore di chitarre rispetto all'anno scorso), c'è qualche presenza di liutai dell'est (giapponesi e coreani), un paio di liutai canadesi, l'americano Steve Klein con le sue strambe chitarre  ... veramente pochi.
Ma la cosa che mi ha fatto tristezza è che sembravano del tutto ignorati e trascurati dai visitatori: mi sono fermato ben due volte a provare le chitarre dei nostri amici francesi di Nizza e passando più volte davanti al loro stand ho notato solo la presenza di alcuni artisti come Dario Fornara e Alberto Caltanella, che già usano le loro chitarre.
Ho avuto modo di provare a lungo questa Chatelier in abete alpino/Ovangkol veramente molto bella, con una serie di particolari estetici più ricchi del solito, ma sempre di una sobrietà e finezza eccezionale. Suono veramente meraviglioso e una notevole cura dei dettagli (deliziosi i binding, la rosetta e i filetti che contornano tutte le tavole di fondo, fasce  e  tastiera) . Ovviamente questo porta il prezzo un po' più in alto, commisurato con le ore di lavoro necessarie per realizzare un tale capolavoro. La foto purtroppo non rende giustizia alla bellezza dello strumento.
Chiacchierando con Philippe, mi ha spiegato che tutte le loro chitarre sono dotate di amplificazione passiva K&K pure mini (salvo diversa richiesta del cliente) che è secondo lui la soluzione migliore ed anche meno invasiva, in quanto non ha nessun controllo sulla chitarra, né batterie con relativi alloggiamenti. 
L'ultima novità tecnologica sono delle speciali meccaniche della GraphTech,  che sono tarate in modo particolare su ogni corda in base alla tensione, infatti sono numerate e non possono essere scambiate di posizione. Il vantaggio è che in questo modo l'angolo di rotazione è proporzionale alla variazione di tono, in modo uguale su tutte le corde. A dire il vero io non ho notato grandi differenze, ma lo stesso Philippe ha riconosciuto che neanche per lui risulta un particolare così importante, ma comunque garantiscono una precisione nella tenuta dell'accordatura migliore. 
In una seconda visita ho invece riprovato la chitarra in sitka/malaysian rosewood che abbiamo già avuto modo di testare a Sarzana: esteticamente più semplice, ma sempre elegantissima e con un suono un po' più asciutto dell'altra, direi più adatto al flatpicking. I manici risultano molto morbidi e della dimensione ideale, almeno per la mia mano, mentre il loro particolare shape, che sembra una dreadnought in formato mini, risulta molto confortevole. Noto con piacere che il prezzo non è cambiato rispetto a due anni fa ... restano in cima alla mia lista dei desideri, anche se mi piacerebbe una modifica, di cui parlerò dopo.

Rhino in action

Vi avevo parlato del mio Rhino bass e, giustamente, mi avevate chiesto una prova "sonora" ma vuoi per il poco tempo a disposizione, vuoi per la mancanza di un metodo di ripresa decente, non ho ancora tirato fuori niente.
Ma vuoi mettere una prova sul campo?
L'estate scorsa il ragazzo che vedrete nel video chiese a me e ai miei compari di suonate di aiutarlo a metter su un suo brano, e di andare poi in studio a registrare.
Io mi sono occupato della linea di basso, che ho poi suonato in studio con il mio fido Rhino by Desby.
Inutile dire che sarebbero auspicabili un paio di buone cuffie, anche perché per il genere in questione non é che il basso sia proprio in primo piano.
Per quanto semplice la linea di basso che ho tirato fuori, credo sia funzionale, cosí come le parti tirate fuori dai miei compari. La chitarra ritmica l'ha suonata il ragazzo nel video, che ha anche scritto il brano.
É stata una bella esperienza, formativa!



lunedì 2 ottobre 2017

Cremona AGV 2017 (seconda parte)

Continuo la mia peregrinazione tra gli stand ... sempre interessante quello di Eastman: sono in bella evidenza i nuovi modelli con finitura "aged" ed un leggero relic (una 00, una dread slope shoulder, un mandolino e alcune chitarre elettriche e archtop).


Pur non amando il relic, devo ammettere che la colorazione "aged" delle chitarre è veramente attraente e mi piace di più del gloss delle chitarre Eastman che trovo esageratamente lucido e specchiato. L'unica cosa che mi disturba un poco è la scoloritura sul fianco superiore, abbastanza discreta, ma che appare un po' "finta". Lo standard qualitativo è di alto livello, come ci ha abituato questo marchio, e suonano veramente bene entrambe (prezzo di poco superiore ai 1200 €). Ho riprovato anche la all-mahogany superlucida che già vedemmo a Sarzana, ma questa volta mi è sembrata con un suono meno interessante rispetto alle due "antique varnish" in adirondack/mogano.
Non c'era l'amico di Roberto, Pepijn, ma comunque i commessi allo stand sono molto gentili. Chiacchierando un po' con loro mi hanno confessato di aver portato meno strumenti dell'anno precedente, dato che per risparmiare sui costi hanno condiviso un tir con non ricordo quale altro espositore.