sabato 20 gennaio 2018

Shebeg an Shemor

Qualche settimana fa ho preso un cd intitolato "Irish reels, jigs, hornpipes and airs", considerato un po' una pietra miliare da tutti gli appassionati di musica tradizionale irlandese. Quattro sono i chitarristi messi insieme dal solito Stephen Grossman che pubblicò il disco negli anni '70 con la sua etichetta: i britannici Davey Graham e Dave Evans, il bretone Dan Ar Bras e l'americano Duck Baker.
Ne ascoltavo da tempo solo i brani che riuscivo a trovare in rete ma avevo una gran voglia di sentirlo tutto e soprattutto di avere le tab inserite nel cd in pdf di alcuni brani (inutile dire, chi le vuole mi faccia sapere). Con buona pace degli altri tre, fantastici chitarristi, la parte del leone per me qui la fa Dave Evans: suoi sono i pezzi che mi ritrovo ad ascoltare più spesso - personali arrangiamenti in CGDGAD di brani tradizionali del compositore Turlogh O'Carolan - tra cui questo che trovo meraviglioso e che mi piacerebbe riuscire ad imparare:


venerdì 19 gennaio 2018

E chi le ha mai viste?

Io non le ho mai nè viste nè tantomeno provate: sia quelle di normale produzione industriale, sia queste custom shop del video.
Certo, dal numero delle macchine utilizzate (almeno una ventina da quel che si vede) e dalle lavorazioni eseguite, si capisce perchè queste chitarre stanno tutte sopra i cinquemila dollari e anche più su. Pare abbiano un gran suono però.

martedì 16 gennaio 2018

Dolores

Davvero una pessima notizia ieri sera , la scomparsa di Dolores O' Riordan , voce dei cranberries ma anche solista , 46 anni , davvero pochi... Era il '93 , uscì zombie , canzone contro le violenze che ancora allora insanguinavano l'Irlanda , un pezzo arrabbiato ma molto lirico , che con il gruppo di allora , i sesuda ,  facemmo nostro . Poi ho continuato a seguire la band irlandese , mi piaceva quel rock un po' folk e un po' grunge , e la voce unica di Dolores . Che anche da sola ha composto musiche sempre godibili . Sembra , anche se non ci sono notizie certe , stesse male da un po' ma nessuno si aspettava ci lasciasse così.
Ciao Dolores e grazie






lunedì 15 gennaio 2018

Eclectic McManus

Che cosa vi viene in mente se dico Tony McManus?
Musica celtica? Certo, il chitarrista scozzese è uno dei più importanti chitarristi fingerstyle di musica celtica. Ma non solo, ha esplorato anche molti altri generi musicali, come la musica classica (propone spesso nei suoi concerti arrangiamenti per chitarra acustica di pezzi di Bach), ha collaborato con il nostro Beppe Gambetta, seguendolo sulle strade del flatpicking e della root music americana e italica ... e qualche volta si diletta anche con qualche standard Jazz, come in questa splendida versione di "Goobye Pork Pie Hat" di Charlie Mingus.
Ma lo fa a modo suo: tuning in DADGAD, secondo la miglior tradizione celtica!
Presentando il brano dice che in un workshop John Renbourn (che aveva suonato questo standard, in duo con Stephen Grossman) gli disse che con l'accordatura DADGAD si può suonare di tutto, ma non il jazz. Salvo poi ricredersi quando Tony riuscì a trovare il mood giusto per questo pezzo, proprio in DADGAD.



domenica 14 gennaio 2018

Però che furbetti questi di SoundPure.

Con cosa paragonare il p.u. L.R. Baggs Anthem? Idea! con un microfono Shure SM57 (dinamico, per il canto, con una risposta di frequenza molto media e centrale, giusto per la voce umana).
Con tutti i mic a condensatore che ci sono, proprio quello dovevano scegliere?
Mo dai va là.... che la pecunia non olet, e L.R. Baggs ha prontamente saldato la fattura, abbiamo capito.

venerdì 12 gennaio 2018

Martin, nuova serie Standard 2018: forward to the past!

Spesso mi sono ritrovato a non comprendere e criticare le scelte di Martin. Le innovazioni introdotte nel catalogo negli ultimi anni sembravano non avere una direzione precisa se non quella di rincorrere i più diretti concorrenti (leggi Taylor) con risultati discutibili. Poi sono arrivate le prime avvisaglie di un profondo ripensamento con la revisione di alcuni modelli di punta che recuperavano i tratti distintivi del glorioso passato di Martin.
Ora quella riconversione può dirsi compiuta. Con l'intento dichiarato di innovare, Martin inaugura una "Reimagined Standard Series" che... ritorna al passato. Una contraddizione in termini, che forse serve a mascherare la necessità dell'inversione di rotta dopo gli ultimi svarioni. In sintesi, ecco le "nuove" caratteristiche della serie Standard 2018:


Un ritorno al passato che riaccende la g.a.s. acuta! Ad esempio basta dare un'occhiata alla "nuova" 000-28...


Aging toner, bold herringbone, meccaniche Grover aperte, inserti diamond square sul manico, battipenna tartarugato e catene scalloped forward shifted. Un ritorno in piena regola ai gloriosi anni '30 che rimette insieme il meglio della compianta serie Vintage. Di moderno rimane il manico, un Modified Low Oval - High Performance Taper (ripristinare il vecchio Modified V era chiedere troppo!). Ovviamente l'operazione giustifica anche un ritocco ai prezzi, ma trattandosi della serie Standard si rimane lontani dai listini inavvicinabili delle serie speciali. Operazione nostalgia, ma chi può farla se non il marchio che identifica la storia della chitarra acustica?
Martin ritorna Martin, finalmente!

giovedì 11 gennaio 2018

Cari anglofoni , o giù di li...

C'è un cooker che sia in grado di tirarmi giù il testo in inglese dal solo ascolto del brano ? Con Andrea vorremmo fare una cover ma non si trova il testo. Abbiamo anche scritto agli autori , ma non ci si sono ancora filati di pezza . Non svelo il brano , che indicherò solo privatamente a chi si sentisse in grado di fare tale operazione , non voglio rovinare la sorpresa per la v-jam . Non dovrebbe essere complicato masticando un po' la lingua , non canta svelto , forse l'accento è molto ammerrecano . Comunque anche qualche svarione è tollerato , tanto per come canto io in inglese....

mercoledì 10 gennaio 2018

Ancora sullo zoom AC-2


Dei pregi di questa DI per chitarra acustica abbiamo già parlato, vorrei quindi soffermarmi su un difetto e ipotizzare una modifica per risolverlo. Mi riferisco al sistema di alimentazione. Lo Zoom AC-2 può essere alimentato con due pile stilo, via cavo con trasformatore DC a 9V oppure via pc attraverso una porta usb. Ce n'è d'avanzo, si dirà.
Ma chi si è trovato almeno una volta a gestire la propria postazione su un palco sa quanto sia rischioso affidarsi alle pile e quanto sia necessario limitare il numero di cavi e prese elettriche da tenere sotto ai piedi.
Alcune DI prevedono un sistema di alimentazione via xlr (il cosiddetto jack "cannon") che oltre a portare fuori il segnale audio dalla DI può alimentarla attraverso il sistema  phantom power del mixer. Molto comodo perchè sulla DI tutto si limita al jack della chitarra in ingresso e al cannon in uscita che funge anche da alimentatore. Stranamente lo Zoom AC-2 non fornisce questa possibilità (e il manuale non la prevede). Mi chiedevo quindi - e mi rivolgo a chi abbia conoscenze di elettrotecnica - se non fosse possibile attivarla con qualche sorta di ponte o "cavallotto" tra la presa xlr e quella del trasformatore DC, che tra l'altro sono anche abbastanza vicine. E' fattibile o c'è qualche principio che lo impedisce?